Mentre le tariffe aumentano

Sono passati quasi 30 giorni dall’ultima fumata viola/rosa dell’inceneritore ma “il problema” è ancora tutto lì.

Il fatto è di una gravità tale da risultare incredibile, eppure non esistono ancora soluzioni. Non possono esserci errori così frequenti con i rifiuti speciali e con quelli pericolosi, ad esempio quel pericolosissimo nerofumo a Ravenna che valse l’indagine nei confronti dell’AD di Herambiente.
Questa volta, forse complice il periodo elettorale, non si è approfondito più di tanto e non è quindi arrivata una soluzione puntuale. A dimostrazione del nulla di fatto, si è ripresentato il guaio a distanza precisa di un anno dal primo caso.
Eppure nell’incontro avvenuto a Coriano sul tema, a giugno del 2013, presenti HERA, ARPA e USL, si è evidenziata una pericolosità evidente ed ingombrante per la gestione di Raibano, oltre a tutta una serie di questioni non affrontate;
– il danno conclamato specificato da USL e confermato dal progetto Moniter della regione Emilia Romagna;
– l’eventuale e disastroso conferimento errato di rifiuti pericolosi, ad esempio radioattivi;
– il monitoraggio dei risultati delle emissioni da parte di entità terze, rispetto a quelle che quella sera hanno difeso l’operato della multiutility;
– il piano di evacuazione mancante per tutti i comuni prospicenti l’area.

Un errore è sempre possibile si dirà. Ma il fatto è ben più grave, un esempio è palese nei due casi dello Iodio erroneamente conferito, di cui ancora non si sa che cosa farsene [vedi immagine allegata].
Nel frattempo la qualità dell’aria nella nostra provincia è da allarme ambientale di primo grado, Rimini è tra le 30 città più inquinate d’Europa, tra le prime 10 per emissioni di biossido di azoto e in continuo

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peggioramento, ma a Riccione a parità di condizioni [viabilità autostrada e statale] si aggiunge inoltre un inceneritore, un aeroporto e la progressiva
scomparsa di quel verde che contraddistingueva la vecchia perla dell’adriatico.

Aver perso oltre 1.000 alberi in 10 anni (equivalenti a 20 milioni di litri di ossigeno all’anno), non ha fatto altro che peggiorare la situazione.
Ora molte associazioni e gruppi politici chiedono l’ennesima centralina di rilevamento!! e di grazia, cosa vorreste rilevare? Perché per ogni elemento, e sono miliardi, servirebbe un reagente ed un sensore. Il MoVimento 5 Stelle ha invece proposto la georeferenziazione delle patologie, un progetto votato a favore e all’unanimità dalla maggior parte dei Comuni del comprensorio riminese come dalla stessa provincia, ma ancora ad oggi non è stata presentata una sola delibera che preveda tale progetto.
Per concludere, notizia fresca dal consiglio comunale di Rimini di giovedì, viene fuori che a tutelare gli interessi dei cittadini in tema ambientale, presso Atersir, sia saltuariamente un dipendente di HERA stessa che prende le veci dell’assessore pur non avendone le deleghe. Il controllore viene optato dal controllato per l’ennesima volta. Tutto questo mentre i costi aumentano.
Siamo in buone mani?

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