Inquinamento fluviale, marittimo e terrestre a Riccione

Quando piove succede ai Tombini dell’area del Marano ciò che è visibile nella foto allegata. Accade da troppi anni perché si continui ad ignorare il problema. Questo mentre HERA, con la complicità di ARPA, da una settimana si sbraccia sui giornali per raccontare all’opinione pubblica che va tutto bene e che quei valori eccezionali di enterococchi ed escherichia coli, sono assolutamente occasionali per colpa di una condotta ostruita. In realtà sappiamo benissimo che ciò accade più volte nel corso di tutti gli anni, come è possibile vedere nella foto con dati dal lontano 2003 e da tantissima altra documentazione raccolta sin da allora.
È sì un problema di “condotte”, certo, ma non di tubi, bensì di responsabilità.

Pari al fetore che invade il quartiere Alba, Marano e Spontricciolo di Riccione quando i processi enzimatici del depuratore consumano ossigeno in favore di ributtanti miasmi, costringendo 3 quartieri a chiudere le finestre e tapparsi in casa, alberghi compresi.
Tornando sugli scarichi e sulla carica batterica, anche se ritroviamo spesso nel passato valori di quell’entità, sia nel medio che nel lungo periodo, sembra che questa questione debba essere sminuita per non creare allarmismo, tanto tra poco ci sarà la siccità estiva a ridurre l’entità del danno e, nonostante ci sia più gente in giro, la questione si autoridurrà. Chi sarà stato attento sa bene che alla prima pioggia tutto quel “secco” viene al mare, come negli anni scorsi in cui il Sindaco Pironi battibeccava con Legambiente, per il semplice fatto che l’associazione ambientalista aveva sollevato la questione. In questo frangente noi ci battevamo per far presente che intere famiglie erano a mollo nel divieto di balneazione permanente e nel silenzio assoluto dei media. Un fatto gravissimo che ci ha spinto a segnalare la questione in Regione Emilia Romagna, che ha poi obbligato ARPA a iscrivere questa condizione fissa sui siti di divulgazione per la balneazione. Ci preme segnalare che tale inquinamento non è relegato al solo torrente. Il batterio non ha timore di uscire dal rio e dalla foce. Intanto 50 metri più in la si fa il bagno, nella puzza e fatecelo dire negli escrementi che la provocano seppur diluiti. Un fatto gravissimo, sia più grave ancora per una località turistica, ma in ogni caso già lo sarebbe per gli ingenti investimenti di ristrutturazione che evidentemente hanno più destinazione negli utili di HERA piuttosto che nel lavoro vero e proprio. Dopo oltre 10 anni di questi dati non possiamo far altro che appurare ciò con assoluta certezza.
Il prossimo anno la memoria del pesce rosso italicum difficilmente ricorderà cosa è successo l’anno prima è tutto procederà come stabilito.
Il MoVimento 5 Stelle di Riccione ritiene che gli utili della multiutility, che ha in appalto la gestione delle acque bianche e nere, debba essere reinvestito negli impianti fognari, oltre che nelle responsabilità del “patto di gestione dell’affidatario unico” e non suddiviso solo tra incarichi milionari più quote azionarie.
Mentre la costa romagnola sprofonda letteralmente nel defecato ad ogni pioggia per quel che riguarda la balneabilità delle aree demaniali, intanto il capitale sociale di HERA SPA è passato in un anno da 1.9 a 2.9 miliardi di euro.
Grazie ad una politica muta sorda e cieca è diventata una società “too big to fail”, troppo grande per fallire, ma soprattutto troppo grande e prosperosa per essere ridimensionata da una regione succube e complice, figurarsi un semplice amministratore locale. E pensare che il 61% di questa azienda è di proprietà dei comuni stessi grazie al Patto di Sindacato. Tutto questo quindi grazie alla complicità del patto di sindacato, ossia a noi stessi come comunità, ma la responsabilità principale è dei nostri amministratori a cui la maggioranza ha delegato l’incarico di supervisionare ed eventualmente ribadire le necessità tramite gli strumenti previsionali e le attività politiche.
Siamo soci di maggioranza di una società che fa ciò che vuole ed, al pari di Dio, è proprietaria delle acque, dell’etere, della terra, della sabbia, della vita e della morte, tutto nella nostra casa.
Dispiace solo che non vengano prese in considerazione soluzioni di analisi da enti terzi, ormai ARPA-ER è acclarato che ha la medesima libertà di azione di un bellissimo canarino in una gabbia d’oro. Agenzia Regionale di Prevenzione dell’Ambiente? Bisogna togliere la parola Prevenzione e mettere Contro, perché, anche se il primo articolo dello statuto gli lascerebbe totale libertà di azione, in verità le persone al suo interno sono dipendenti ed estremamente subordinati. Devono quindi stare molto attenti a ciò che fanno e dicono.
Non più di un mese fa in consiglio comunale a Rimini ci si interrogava sul fatto che un dipendente di HERA si permettesse di intervenire senza la minima delega nel consiglio direttivo di Atersir (il piccolo “garante” per l’imparzialità della multiutility). Ora fortunatamente, almeno a Riccione è cambiato l’altro dipendente di HERA assessore all’ambiente, rimane il fatto che in Atersir non vi sia più la pluralità di visioni, avendo escluso dalla presidenza l’assessore all’ambiente di Coriano e invece inserito il sindaco di Misano che neppure si era ricandidato.
Troppe faccende sporche, a partire dal nostro mare, che stanno offuscando il nostro territorio ed è ora che qualcuno inizi a renderne merito.

Speriamo che questi dati facciano riflettere l’opinione pubblica in merito, ma ci rendiamo disponibili a pubblicarne in futuro molti altri.

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