Allarme ambiente 1

La provincia di Rimini è nella triste graduatoria delle 30 città più inquinate d’Europa da almeno 10 anni con un traffico veicolare da primato negativo tutti i giorni dell’anno, per viabilità e mobilità concentrate in meno di 4 km monte-mare; un tracciato ferroviario da 100 decibel senza tutele, che attraversa tutte le città della costa; un’autostrada a 6 corsie a meno di 800 metri dal centro storico ed in previsione altrettante corsie per la SS16; fognature ridotte al minimo, che in situazioni estreme scaricano nei fiumi e nel mare; la cementificazione della Riccione “perla verde dell’Adriatico” ha abbondantemente superato la riminizzazione, per cui il rischio dissesto idrologico è dietro l’angolo; le scuole per i nostri bambini sono in situazioni al limite, nel punto più basso o a maggior traffico della città e/o sotto il percorso dell’aeroporto; negli ultimi consigli comunali di Riccione e Rimini si è rifiutato un ordine del giorno delle associazioni ambientaliste del territorio, per non dargli un colore politico, questo avrebbe giovato tutti noi di qualche strumento in più sulla prevenzione, poi con lo stesso colore politico si è approvato un piano che prevede una cementificazione ulteriore; I dati di ARPA sulla mutagenesi ambientale [probabilità di mutazione genetica] sono allarmanti, oltre 30 volte il limite di sicurezza; i nostri fiumi e mari sono stati dichiarati così inquinati al punto che non ci conviene più chiedere il riconoscimento della bandiera blu; a Riccione e Coriano si aggiunge al contributo totale anche un inceneritore; a tutto ciò contribuiamo con i cantieri del TRC che stanno rimuovendo 500 alberi tra le due stazioni Rimini-Riccione. Consapevoli che 500 alberi non faranno la differenza, siamo comunque certi di trovarci nell’ordine di 10/15.000 litri di ossigeno in meno al giorno, in una condizione già grave come quella sopra descritta.

Ci chiediamo pertanto se non sia il caso che l’ordine dei medici, gli enti e le associazioni a tutela del territorio, intervengano per chiedere un fine a questa continua emergenza.

La nostra proposta è quella di adottare un piano strutturale ambientale di pari emergenza, che preveda una tutela del territorio e dei suoi abitanti, di ognuno di noi e dei nostri cari, affrontando tutti questi aspetti nella loro gravità e complessità. Questa sera [giovedì, 15 maggio 2014] continueremo il confronto con le parti sociali più coinvolte e sensibili, sul tema del piano regionale dei rifiuti e sulle alternative che possono essere affrontate, con un accenno a questi gravi fatti che incidono nel nostro territorio.

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